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IL SIGNOR ANTONIO VECCIA, OVVERO… IL CALABRONE!
30 Mar 2026

IL SIGNOR ANTONIO VECCIA, OVVERO… IL CALABRONE!

Post by la redazione

PRIMA PARTE

a cura di Marla

Paese che vai, nome dialettale per il calabrone che trovi: lu veciandó’ !

Non avendo mai imparato a parlare dialetto ho sempre trovato dilettevole e utile ‘italianizzare’ qualche parola gergale: nasce proprio da qui il ‘vecciantonio’.

Nel linguaggio comune, chiamare Vespa crabro ‘calabrone’ o ‘veciandó’ non è del tutto sbagliato (l’importante è capirsi!). Tuttavia, l’errore che si commette più frequentemente è quello di attribuire questi nomi a qualsiasi insetto imenottero di dimensioni piuttosto grandi che emetta un suono simile a quello di un elicottero in volo. Ed è proprio in questi casi che scatta il panico anche nei confronti di insetti più innocui, come per la schiva ape legnaiola (Xylocopa violacea) o per i pacioccosi bombi.

Xylocopa violacea, marzo 2025

Ma chi è il calabrone?

Come l’ape è un insetto imenottero (ha le ali in membrana), apocrita (torace e addome sono nettamente separati) e aculeato (può pungere e iniettare veleno). Mentre le api rientrano nella superfamiglia degli apoidei, il calabrone è un vespoideo (come le formiche) e appartiene al genere Vespa. Quella che abitualmente chiamiamo ‘vespa’ è una parente stretta ma il suo genere tassonomico è Vespula.

Calabrone – Vespa crabro a sinistra; vespa – vespula vulgaris a destra.

Quindi il calabrone è una Vespa.

Da qualche anno ormai sappiamo che il vecciantonio…ops…Vespa crabro non è il solo calabrone esistente.  Al genere Vespa appartengono ben 22 specie (e relative sottospecie), tutte per lo più originarie del Sud-est asiatico tranne due, Vespa crabro e Vespa orientalis, che si estendono naturalmente anche in Europa, Italia compresa. Invece nessuna è endemica delle Americhe, ma… le vespe viaggiano molto e negli ultimi anni almeno 6 di queste 22 specie hanno stabilito, con successo, popolazioni non autoctone in paesi lontani dai loro areali endemici, per non parlare dei vari ritrovamenti di singoli nidi o individui.

Vespa velutina (a) su una foglia di bambù; avvistata per la prima volta in Europa nel 2004 e nel 2012 in Italia. Vespa orientalis (b) è invece autoctona del sud Italia, ma negli ultimi anni ha iniziato ad espandere il suo areale.

Vespa crabro è il più grande calabrone europeo, anche se la comparsa della new entry Vespa soror in Spagna potrebbe farle perdere il primato delle dimensioni, ma non certo l’appetito e la dieta che le permettono di mantenere la vigorosa corporatura.

Vespa soror: di recente segnalata in Spagna. Le regine possono misurare fino a 4,5cm.

Menù della casa, il regime alimentare.

E’ noto che gli adulti, senza troppi sensi di colpa, consumano esclusivamente zuccheri (carboidrati), mentre le larve vengono nutrite con gustose polpettine proteiche a base di insetti predati o carogne.

Un aspetto curioso ma meno noto è il reperimento di sostanze zuccherine direttamente all’interno del nido.

Le larve, dopo aver consumato il loro pasto, secernono un liquido, una sorta di saliva dolciastra, molto gradita agli adulti che ne usufruiscono soprattutto nei momenti di carestia o a necessità poiché il calabrone non ha evoluto, come api e formiche, la capacità di immagazzinare cibo. Anche la regina è solita cibarsi di questa sostanza, richiamata dalle sue stesse figlie a suon di testate sulle pareti delle cellette. In realtà la distinzione alimentare tra larve e adulti non è poi così netta: una ricerca israeliana ha dimostrato come gli aminoacidi liberi del nettare possono essere continuamente scambiati, avanti e indietro, tra adulti e larve e viceversa; nonostante le secrezioni salivari siano più nutrienti per gli adulti rispetto al nettare (per via della maggiore concentrazione di aminoacidi liberi) quest’ultimo è risultato fondamentale per la sopravvivenza della colonia.

Gli aminoacidi liberi sono gli elementi fondamentali delle proteine presenti in forma singola nel polline, tipici per ogni essenza vegetale e associabili all’origine botanica dei mieli.

Noi italiani sappiamo bene quanto la convivialità a tavola abbia il potere di creare connessioni. Allo stesso modo, negli insetti eusociali lo scambio di cibo non serve solo a nutrire, ma diventa un vero e proprio strumento di coordinazione sociale, trasmissione di segnali chimici e rafforzamento dei legami tra i membri della colonia. Pensiamo alle api mellifere, ad esempio, e a come la trofallassi permetta ai vari membri di una famiglia di restare costantemente in contatto fra loro.

La trofallassi non è un comportamento esclusivo delle api, ma rappresenta una modalità di interazione condivisa da tutti gli insetti sociali.

… e non è finita qui! continua e finisce nel prossimo articolo.

Tutto il materiale fotografico utilizzato nell’articolo è di libera consultazione sul web.

In calce i riferimenti delle immagini di questo articolo:

Vespa crabro tronco By Romzig – Own work, CC0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=170404457

Vespula vulgaris By Michel Langeveld – https://www.inaturalist.org/photos/165172524, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=111603857

Vespa velutina su bambù By Nicolas Y. D. TIREL – Own work, CC0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=70975951

Vespa orientalis By Syrio – Own work, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=109683830

Vespa soror By Rushen – Vespa soror – Khao Yai National Park, CC BY-SA 2.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=46819367

Aminoacidi Rhododendrites – Own work, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=139570483

Trofallassi By gailhampshire from Cradley, Malvern, U.K – Hornet food exchange, ( linked to mating?). Trophallaxis., CC BY 2.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=49978914

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