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Innocua … da far paura
10 Mar 2026

Innocua … da far paura

Post by la redazione

L’ape legnaiola

Se agli aggettivi ‘piccolo’ e ‘nero’ del pulcino Calimero aggiungessimo un cupo ronzio scatterebbe istantaneamente, ciencio alla mano, la rincorsa del malcapitato insetto.

Erroneamente chiamata ‘calabrone nero’ o ‘bombo nero’ a causa di dimensioni e colore, la Xylocopa -alias ape legnaiola o carpentiera-, condivide la stessa sventura di altri imenotteri, che nel dubbio passano spesso a miglior vita per aver sorvolato la testa sbagliata.

Tagliatrici di legno (da qui il nome), univoltine (compiono in genere una sola generazione all’anno), dotate di pungiglione ma per nulla aggressive, le Xylocope sono grosse api nere, solitarie, dal volo rapido e rumoroso, eccellenti impollinatrici, fondamentali per l’ecosistema sia in ambienti naturali che agricoli.

Volendo essere più precisi, nella tribù degli Xylocopini troviamo solamente il genere Xylocopa, appartenenti, come le api da miele, alla famiglia degli Apidi. Nel mondo (dall’Europa all’Asia, dall’Africa all’America) esistono più di 600 specie di Xilocopini, mentre in Italia, diversamente distribuite, ne contiamo solamente tre: Xylocopa iris, X.valga e la più nota X. violacea.

Xylocopa iris è la più piccola delle specie nostrane (circa 1,5cm) tanto che in volo può facilmente essere confusa con un grosso moscone, così piccola che nidifica negli steli cavi di piante come girasole, ferula o asfodelo (Foto1)

Foto 1. Xylocopa iris che fa capolino dal suo nido ricavato in uno stelo secco di finocchio selvatico.

Gli esemplari femminili di Xylocopa valga e X. violacea (Foto 2), grandi circa 2-3cm, sono invece difficilmente distinguibili tra loro ad un occhio inesperto, mentre i maschi di X. violacea sono facilmente riconoscibili per via della parte terminale delle antenne rossastra (Foto 3).

Foto 2- Le Xylocope nidificano scavando gallerie nel legno morto o secco. Specialmenet X. valga ha una certa predilezione per le travi di legno in opera, in quanto specie solitaria solitamente non causa danni rilevanti agli edifici.

Foto 3: Esemplare maschio di Xylocopa violacea con segmento antennale rossastro. Durante la difesa attiva del nido i maschi di Xylocopa violacea imitano il comportamento delle femmine seppur sprovvisti di pungiglione e con muscoli adduttori delle mandibole più deboli. Vi ricorda qualcosa? Quello messo in atto dai maschi di X. violacea è una forma di mimetismo batesiano, in questo caso comportamentale.

Le tre specie di Xylocopa presenti in Italia presentano una livrea cangiante nera-bluastra-violacea. Questo ‘outfit’ total black, non indossato per ottenere effetti snellenti, ha il vantaggio di ottimizzare la termoregolazione. La bassa riflettanza dei colori scuri permette un maggiore assorbimento dell’energia solare, aumentando rapidamente la temperatura corporea; ecco perché questi imenotteri sono tra i primi a risvegliarsi in primavera, dopo il torpore invernale.

L’abbondanza di melanina -insieme di pigmenti naturali che determinano tale colorazione- è frutto di un adattamento evolutivo all’habitat: il colore nero rende le Xylocope meno visibili ai predatori, specialmente in ambienti ombreggiati, durante le attività di scavo o di foraggiamento, mimetizzandole (Foto4).

Foto 4. Più in generale, negli insetti, l’alto contenuto di melanina gioca un ruolo cruciale per la sopravvivenza. Oltre a proteggerli dalle radiazioni ultraviolette e dalla disidratazione influisce sul sistema immunitario incapsulando patogeni e facilitando la guarigione di ferite -prevenendo la perdita di emolinfa- e contribuendo alla sclerotizzazione dell’esoscheletro.

Il primato di notorietà e diffusione appartiene senza dubbio a Xylocopa violacea. Le informazioni disponibili sulla sua biologia e modalità di nidificazione provengono per lo più dalle certosine ricerche del biologo Salvatore Vicidomini che negli ultimi decenni ha condotto monitoraggi su questa specie proprio nel Sud Italia.

In primavera, con l’aumento delle temperature, Xylocopa violacea inizia la ricerca del partner: i maschi mostrano comportamenti di pattugliamento casuali -o legati alla territorialità- in attesa di intercettare qualche donzella in volo o su un fiore. Una volta individuata, segue una fase di ‘afferramento’ (grasping) da parte del maschio interpretato come un meccanismo di ispezione da parte della femmina prima dell’accoppiamento; dopo qualche secondo di acrobazie aeree la femmina fa la prima mossa e…

…e risponde alle avance maschili con un bel due di picche!

Quasi il 70% dei casi osservati si è infatti concluso con un secco ‘no grazie, come se avessi accettato’ da parte della femmina. Il motivo per cui la percentuale dei rifiuti sia così alta non è ancora noto.

Non mancano casi di avvistamento di maschi particolarmente insistenti o sorpresi nel vano tentativo di fare la corte ad una farfalla o un bombo e, come accade in moltissime altre specie del regno animale, sono noti vari tentativi di accoppiamento tra individui dello stesso sesso (Foto 5).  

Foto 5. Terzetto di Xylocope durante l’accoppiamento

A quel 30% di femmine feconde non resta che l’arduo compito di portare avanti la specie e il primo passo da compiere è quello di andare alla ricerca di un sito idoneo per nidificare.

A partire da aprile-maggio fino a giugno possiamo facilmente imbatterci in una Xylocopa violacea intenta ad esplorare meticolosamente una gran quantità di oggetti e materiali di vario tipo anche non lignei: alberi, pali, tubi in metallo o plastica, fessure sui muri o su una roccia; ad una esplorazione in volo può seguirne una deambulatoria, ma in entrambi i casi è grazie alle antenne che la futura fondatrice stabilisce se il substrato in questione è idoneo o meno ad ospitare il nido e, in caso avesse bisogno di conferme, scalfisce un po’ la superficie con le mandibole.

Certo è che verranno scartati oggetti appoggiati direttamente al suolo, troppo duri o danneggiati (marci o tarlati), substrati vivi o canne con pareti legnose inferiori a 2mm.

Nel caso in cui volesse insediarsi proprio in una canna, si limita a raschiarne le pareti, mentre su un materiale pieno, ma sufficientemente tenero, esegue lavori di scavo: in uno dei punti meno compatti crea un foro di ingresso circolare di circa 11 mm di diametro per poi scavare il nido vero e proprio: un tunnel cilindrico di una ventina di centimetri longitudinale alla superficie (Foto6).

Foto 6- In substrati sufficientemente spaziosi-ad esempio un vecchio tronco-il nido potrebbe subire ramificazioni. Il tempo osservato per l’edificazione di un nido completo in una canna è più o meno di 14 giorni ad una velocità di circa 2 gg/cella con una lunghezza media totale di 176,2 mm.

La fondatrice compie circa 22 viaggi nell’arco di 1-2 giorni lavorando 5-6 h al giorno-meteo permettendo- per raccogliere una riserva completa di polline per ogni singola cella pedotrofica, che verrà scaricata sul fondo del nido a suon di capriole e grooming (Foto 7). Seguendo la tradizionale ricetta per l’elaborazione del pane d’api, al polline fresco viene addizionato nettare concentrato per aumentarne la conservabilità, saggiandone continuamente lo stato di maturazione con le antenne e ottenendo una sorta di piramide pollinica di circa 1,4 g concava superiormente; proprio su questa ‘culla’ realizzata con una leggera pressione del capo, verrà adagiato l’uovo, lungo circa 11,29mm, cioè quasi otto volte più grande di quello di un’ape.

Foto 7. Il comportamento di raccolta di polline e nettare da parte di X. violacea varia a seconda della morfologia del fiore e dalla disposizione dei suoi organi; numerose le varietà florali oggetto di visita (oltre 42 specie identificate), ma mostra una certa preferenza per le Lamiaceae, Leguminosae e i fiori del genere Wisteria; vanta inoltre una specializzazione nell’impollinazione di alcune specie di Orchidacee. Durante il periodo di nidificazione attua la ‘buzzing-pollination’, ovvero l’’impollinazione vibrante’ tramite ronzio: con dei rapidi movimenti dei muscoli del volo permette al polline di fuoriuscire dalle antere tramite vibrazioni a specifiche frequenze.

Nelle 5h successive alla deposizione dell’uovo, la fondatrice edifica un primo diaframma impastando i trucioli ottenuti dalle operazioni di scavo con la propria saliva la cui parete esterna farà da fondo alla cella successiva. Le pareti laterali del nido vengono invece rivestite con una sostanza cerosa.

Questo schema viene ripetuto per 7-8 volte, tante sono le uova mediamente deposte.

Nei giorni che precedono la nascita della progenie la madre raramente lascia il nido incustodito se non per fare un po’ di scorte. A differenza di Apis mellifera, X. violacea è attiva già alla buon’ora: i primi voli di bottinamento iniziano verso le 5.30/6.00 del mattino e si concentrano nella prima parte della giornata quando la disponibilità di polline e nettare da parte delle specie vegetali utilizzate come fonti trofiche sono ottimali. Queste uscite sono sempre intervallate da momenti di difesa del nido, mentre nella seconda parte della giornata, durante le guardie prolungate, esegue accurati auto-grooming e deidrata il nettare pur restando vigile e mantenendo una buona dose di aggressività nei confronti di eventuali intrusi. Al calar della notte occlude totalmente l’ingresso del nido con il proprio corpo fino al mattino successivo.

Dopo qualche giorno dall’emersione, i figli sostituiscono la madre nell’attività di difesa e pulizia del nido. Frammenti di diaframmi, esuvie, feci o cadaveri vengono portati fuori da ambo i sessi, ma con maggior frequenza dai maschi, mentre la fondatrice va alla ricerca di polline e nettare per poi ridistribuirli ai figli per trofallassi.

La difesa del nido viene eseguita da una complessa serie di moduli comportamentali successivi ed è sempre accompagnata dall’emissione di ronzii intimidatori; le comunicazioni vibro-acustiche svolgono un ruolo di primaria importanza nelle interazioni tra individui di X. violacea e Xilocopini in generale, mentre nell’intimità familiare la diplomazia oratoria che contraddistingue questa specie va, di tanto in tanto, a farsi benedire: le richieste di raccolta di nuovo polline da parte dei figli possono essere inoltrate prendendo letteralmente a testate la madre, costretta in alcuni casi ad un’uscita forzata.

Verso la fine di luglio inizio agosto, dopo circa due mesi dal completamento del nido, tre settimane di convivenza con i figli e dopo l’ennesima testata (N.d.A), la madre se ne va. Ad oggi non è nota l’evoluzione della sua vita in seguito all’abbandono del nido.

Dopo 20 giorni dalla scomparsa della madre anche i figli iniziano man mano ad abbandonare il nido disperdendosi completamente entro l’autunno inoltrato-inizio inverno per svernare in siti diversi dal nido di nascita in attesa della primavera successiva.

E per chi ce la fa, il ciclo ricomincia con le prime avvisaglie di primavera.

Indice delle immagini:

Xylocopa iris iris nesting in a dry stem of Foeniculum vulgare, Mount Carmel, Israel, July 29, 2011 By Gideon Pisanty (Gidip) – Own work, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=18718754

Maschio Xylocopa violacea Foto di Leonardo Paolo Lastilla – Il Favoloso Mondo degli Insetti https://www.facebook.com/photo/?fbid=991805999640683&set=pcb.991806059640677

Xylocopa violacea By Luc hoogenstein – Own work, CC BY-SA 4.0 https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=74868895

Melanina By liesvanrompaey – Xylocopa violacea 21-09-28 04, CC BY 2.0 https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=131616390

Terzetto By J-Luc – Own work, CC BY-SA 3.0 https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=20025750

Nido scavato nel legno By Wikiguada – Own work, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=57334450

Orchidea By This image is created by user B. Schoenmakers at Observation.org, a global biodiversity recording project. – This image is uploaded as image number 129341903 at Observation.org, a global biodiversity recording project.This tag does not indicate the copyright status of the attached work. A normal copyright tag is still required. See Commons:Licensing for more information.,, CC BY 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=171182876

Bibliografia:

Salvatore Vicidomini, Biologia di Xylocopa violacea (L.) (Hym.: Apidae): biologia della nidificazione. Salvatore Vicidomini – Italian Xylocopini Research Project

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